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05 -May -2026 - 16:41

PRIVACY

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PUBBLICAZIONI IN FORMATO DIGITALE CONSULTABILI E SCARICABILI IN RETE

(cliccare sul titolo sotto la riproduzione della copertina) 

 Gian Luigi Rondi

Sulla Cucina Valtellinese

  

Manufatti di legno intrecciato

 

 

 

 

 

 

 

 

Diario del Cinquecentenario dell'Apparizione

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

I Pompieri di Tirano - Numero unico nel 50° di attività

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Giornale di Tirano (Il convegno "Valli alpine ed emigrazione)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Monumento agli Emigranti 

 

 Marconi William, L'Aprile del 1945 fra Tirano e Grosio

   

Pick Vera, Il memoriale di Vera

 

Tirano: la "stele della memoria"

 


 

TUTTE LE EDIZIONI DEL MUSEO

Garzetti Albino, Le valli dell'Adda e della Mera in epoca romana, Tirano (Sondrio, Mevio) (I) 1968, pp. 47 (esaurito). II ed. (anastatica), Tirano ( Sondrio),1982. € 5,00

Longa Glicerio, Vocabolario bormino, anastatica della prima edizione (Perugia 1913) con prefazioni di Ivan Fassin e Giovanni Presa, Sondrio, 1975, p. I-XVI, 350. (Esaurito)

Ciapponi [Landi] Bruno, Musica bande e cori in provincia di Sondrio. Primi contributi per una ricostruzione storica e documenti sulla situazione attuale, Sondrio 1975, p. 49. € 5,00

Pinchetti Balilla, Umana sorte. Liriche, a cura di Bruno Ciapponi e Giorgio Luzzi con prefazione di Luigi Santucci, Sondrio 1975, p. 165. € 5,00

Lurati Ottavio, L'ultimo laveggiaio di Val Malenco, Sondrio 1979, p. 39. (Esaurito)

Ciapponi Bruno, Santini Antonio, Garbellini Delia., Il Museo Etnografico Tiranese. Guida, Sondrio 1981, p. 16. (Esaurito)

Balilla Pinchetti poeta e letterato tiranese, a cura di Ciapponi Landi Bruno, scritti di Evangelisti Piergiorgio, Fassin Ivan, Luzzi Giorgio, Sertoli Salis Renzo, Soltoggio Moretta Carla, Tavolaro Alfredo, Zoia Diego. Quaderno del Credito Valtellinese n.13 edito nel centenario della nascita. Sondrio 1989, p. 62. € 5,00.

Carte incise-segni nella storia. Rassegna di grafica e poesia. Catalogo di mostra, Villa di Tirano SO 1991, p. 193. €8,00.

 

Ciapponi Landi Bruno, Ganza Giacomo, disegni di Luca Bonetti. Guida alla mostra dei manufatti di legno intrecciato. Ricerche I. Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1991, p. 12. € 2,00.

  

Ciapponi Landi Bruno, Rovaris Mauro, dis. di Luca Bonetti, Il Museo Etnografico Tiranese. Guida, Sondrio 1991, p.35. € 1,50.

 

Galanga Ennio Emanuele, Sintesi di storia della Valtellina medio-alta, Villa di Tirano SO 1992, p. 140. (Esaurito) 

L'emigrazione valtellinese e valchiavennasca nel mondo, Ricerche II. Museo Etnografico Tiranese, Sondrio 1994, p. 40. €2,60.

L'aprile del 1945 fra Tirano e Grosio, a cura di William Marconi, Sondrio 1996, p.129.(Edito nel quadro delle manifestazioni provinciali per il 50° della Resistenza e della Liberazione) € 10,00.

Valli alpine ed emigrazione: studi, proposte, testimonianze, a cura di Bruno Ciapponi Landi, Sondrio 1998, p. 191 (contributi di Guglielmo Scaramellini, Flavio Lucchesi, Renzo Gosselli, Remo Bracchi, Mario Testorelli, Angelo Moreschi, Basilio Mosca, Diego Zoia). € 10,00.

Libero Della Briotta (1925-1985). Scritti di emigrazione e documenti fotografici, a cura di Bruno Ciapponi Landi, Sondrio 1998, p.140. € 10,00.

I Righini di Bedigliora, una famiglia di pittori - decoratori dal Ticino a Tirano, Sondrio 1989, pp. 60 (catalogo di mostra). €6,00

Detti e proverbi, filastrocche, modi di dire in dialetto tiranese, a cura di Cici Bonazzi, allegato CD, Camberra (Australia) 2000, p.172. €13,00

  

Templeton Jaqueline, Dalle Montagne al Bush. L’emigrazione valtellinese in Australia (1860-1960) nelle lettere degli emigranti a cura di John Lack. Traduzione di Paola Teresa Rossetti, Sondrio 2001, p. 192. (Prima edizione senza le lettere edita per conto dell’Associazione Emigranti Valtellinesi con sede in Chiuro). A lato la copertina dell'edizione in inglese del 2003 dell'University of Western Australia Press. € 13,00.

   

La fine del governo grigione in Valtellina e nei Contadi di Chiavenna e di Bormio 1797 a cura di Georg Jäger e Guglielmo Scaramellini, Sondrio 2001. Testo bilingue in italiano (pp.135) e in tedesco (pp.153). (Si tratta degli atti del convegno storico del 1997 di cui il museo ha curato il coordinamento operativo.). € 26,00.

La partenza del crociato. La “Ballata del Prode Anselmo” di Giovanni Visconti Venosta illustrata da Marilena Garavatti con versi di Umberto Eco, Giorgio Luzzi e Grytzko Mascioni. Testi di Renzo Sertoli Salis, Ettore Mazzali, Bruno Ciapponi Landi. A cura di Bruno Ciapponi Landi .17 acquarelli di Marilena Garavatti e un disegno di Livio Benetti, Sondrio 2001 (cartella d’arte in coedizione con il Parco delle incisioni rupestri di Grosio). € 40,00. 

 

Marconi William, Osmetti Maria, Sala Della Cuna Lena, Saligari Angelo, Vita contadina e alimentazione a Grosotto tra le due guerre mondiali. Ricordi e testimonianze, Sondrio 2003, p. 183 .€ 13,00.

Larraburu Daniela, L’emigrazione valtellinese e valchiavennasca in Argentina. I risultati della prima ricerca sull’argomento, Sondrio 2004, p. 76. €8,00.

Quadrio Giuseppe, Storia memorabile della prodigiosa apparizione di Maria santissima nel borgo di Tirano, (rist. anastatica dell'edizione di Milano, Malatesta 1753), a cura di Bruno Ciapponi Landi, Sondrio 2004, p.104. € 35,00

Vai per tuto donda che tu poi andare… a cura di Marilena Garavatti, catalogo del 1°Concorso internazionale di grafica, edizione italiana e inglese, Sondrio 2005, p. 179. € 15,00.

Cornacchi Giovanni, Breve istoria della miracolosissima Madonna di Tirano, (ristampa anastatica dell'edizione del Malatesta del 1698), a cura di Bruno Ciapponi Landi, Sondrio 2005, p. 115. € 12,00.

Dalle Montagne al Bush. L’emigrazione valtellinese in Australia (1860-1960) nelle lettere degli emigranti, 2° edizione, Templeton Jaqueline, a cura di John Lack. Traduzione di Paola Teresa Rossetti, Sondrio 2005, p.529. Seconda edizione con le lettere. €25,00.

Tessuti e ricami sacri. I paramenti della basilica della Beata Vergine di Tirano, a cura di C. Ghibaudi e B. Ciapponi Landi, p. 271, Sondrio 2006 catalogo mostra. € 25,00.

De Piaz Alma, I “giardinetti” di Alma. Riflessioni e ricordi di vita quotidiana attorno al santuario (1953-1975), Sondrio 2006, p. 261.€12,00

Pick Vera, Il memoriale di Vera 1943-1945. Con una scheda di don Giuseppe Carozzia cura di Bruno Ciapponi Landi Sondrio 2006, p 47. €6,00.

Gli italiani nel quinto continente. L’emigrazione valtellinese in Australia, Atti del seminario di studio (Milano, Università degli Studi, 25 gennaio 2006, a cura di Flavio Lucchesi, Sondrio 2007, p. 104 (scritti di Guglielmo Scaramellini, Piero Genovesi, Bruno Ciapponi Landi, Flavio Lucchesi. € 10,00.

Visconti Venosta Giovanni, Ricordi di gioventù. Cose vedute o sapute 1847-1860, (ristampa anastatica) Bormio 2007, p. 610 €20,00 

Il ritorno del prode Anselmo. Segni e colori dell’illustrazione italiana, a cura di Walter Fochesato, catalogo mostra, Sondrio 2008, p.103. (Esaurito)

De Piaz Camillo, Linea retica. Scritti d’arte 1960-2007, Sondrio 2008, p. 127. € 10,00.

 

Rovaris Mauro, Eliana e Nemo Canetta,Tirano da scoprire. Guida ai beni culturali ed ambientali del territorio di Tirano, Sondrio 2009, p. 84.  €10,00.

Ferrari Augusta, L’emigrazione valtellinese in Argentina tra il XIX e il XX secolo, Sondrio 2009, p. 168. €13,00.

 

Paolo Sarpi, Breve relazione di Valtellina con un dialogo fra Mario Soldati e Camillo De Piaz, a cura di Laura Novati, Sondrio 2010, p. 96. €10,00.

Memorie della campagna del 1860 scritte da Pini Giuseppe Volontario dell’Esercito meridionale, a cura di Laura Novati (edito per conto del Comune di Grosotto), Sondrio 2011, p. 175. € 15,00.

Poletti Alan, Una seconda vita. Aprica-Svizzera 1943, la salvezza, (edito per conto del Comune di Aprica), Sondrio 2012, p.155. € 15,00

1514-2014 Tirano: cinque secoli di fiera. Eaccolta di scritti nel cinquecentenario della fiera di San Michele alla Madonna di Tirano a cura di Bruno Ciapponi Landi, Ricerche III, Sondrio 2014, p.16 € 5,00

Elio e Maria Pia Bertolina, Meglio tardi che mai. Una testimonianza epistolare dell'emigrazione dei calzolai in Canton Ticino e della vita contadina in Valfurva tra Ottocento e Novecento, Bormio SO 2015, p. 391 € 15,00

Negri Mario, Pietre di valle. Con uno scritto di Wolfgang Hildesheimer, a cura di Laura Novati e Chiara Negri, Sondrio 2016, p. 167, €10,00

Da "La partenza del crociato" al "Prode Anselmo". Storia per immagini di uno scherzo fortunato, catalogo di mostra, a cura di Bruno Ciapponi Landi, Sondrio 2017, p. 48, € 5,00

Luzzi Giorgio, La camilliade, poema orobicomico polimetro, Sondrio 2017, € 8,00

________________________________

Va incluso fra le iniziative editoriali del museo, che ha proposto e coordinato il progetto editoriale dalla ricerca alla stampa, il volume di Francesca Bormetti e Raffaele Casciaro, Il santuario della Madonna di Tirano nella Valtellina del Cinquecento, Edizioni Silvana editoriale, Milano 1996 a cura del Comune di Tirano, con il concorso del Credito Valtellinese, dell'Opera don Guanella, della Provincia di Sondrio, del Consorzio B. I. M., delle Comunità Montane di Tirano e di Bormio in occasione della ricorrenza del 50° anniversario della proclamazione della Madonna di Tirano "patrona della Valtellina". Il volume, riccamente illustrato dalle fotografie di Federico Pollini ha un’introduzione scientifica della prof. Luisa Giordano dell'Università di Pavia ed una presentazione di padre Camillo de Piaz. Il museo ne ha anche curato la ristampa in occasione del Giubileo del 2000. €35,00

Altre pubblicazioni edite con la collaborazione e/o il sostegno del museo   

            

Diario del Cinquecentenario, Castelcivita SA 2006, p.79. Di questa pubblicazione edita dal Comune di Tirano sulle manifestazioni tenute nell'anno celebrativo (2004-2005) per il 5°centenario dell'Apparizione della Madonna di Tirano, il museo, che ha collaborato realizzando varie iniziative, ha anche curato la stampa di un una edizione speciale su carta patinata. € 8,00

Lucchesi Flavio, Cammina per me, Elsie. L'epopea di un italiano emigrato in Australia, Edizioni Angelo Guerini e associati s.p.a., Milano 2002, p.255. €17,50. Si tratta della storia di Giuseppe (Joe) Maffina, un emigrato di Chiuro in Australia nei primi anni del '900 coinvolto nelle rivolte anti-italiane. L'autore, ordinario di Geografia alla Statale di Milano e autore di diversi studi sull'Australia, racconta in questo libro le avventure dell'emigrante valtellinese che ha raccolto dalla viva voce della figlia Elsie. €17,50

Lucchesi Flavio, Italiani d'Australia. L'emigrazione valtellinese nel Nuovissimo Continente dalle origini ai giorni nostri, Pàtron Editore Bologna 2011, p. 317. € 30,00. Il libro ricostruisce le vicende dell'emigrazione valtellinese in Australia dalle origini ai giorni nostri e costituisce un "esemplare forse unico nel panorama disciplinare e un notevole successo per la ricerca sul tema dell'emigrazione contemporanea, e non solo di quella italiana e valtellinese", rappresentando "un vero e utile modello di indagine, cui non potranno non ispirarsi gli studi successivi", come scrive il prof. Guglielmo Scaramellini nella presentazione. €30,00

Corrado Torelli Anna Maria, L'Anonimo Lombardo. Il romanzo delle cinque giornate di MIlano, Editore il melangolo, Genova 2011, p. 234. €16,00. Il titolo del libro è lo pseudonimo del patriota e statista tiranese Luigi Torelli che issò la bandiera tricolore sul Duomo durante le Cinque giornate di Milano del 1848. Si tratta della ricostruzione romanzata dell'infanzia del patriota e degli anni della sua formazione che lo portò a combattere per le sue idee e a impegnarsi nelle lotte risorgimentali per l'unità d'Italia. 

 

Cartoline

Gruppo di n. 6 cartoline "Vecchi costumi popolari valtellinesi". Reprint dalla "Collezione Costumi Italiani - Serie Lombardia "- Ed. Paul Trabert, Firenze, (primi '900)

La piazza del Santuario della Madonna di Tirano, dis. di Valerio Righini, 1983

Tirano, Chiesa di S. Perpetua, affreschi medievali dell'abside, 1990, col.

Portone intagliato da Grosio (sec. XVIII), dis. di Luca Bonetti , s. d. (1991)

Le mura di Tirano (da disegno del sec. XVII)

 

Numeri unici a cura del museo

 Balilla Pinchetti, numero unico per il centenario della nascita del poeta tiranese 1.12.1989

Il museo tiranese, numero unico per l'inaugurazione della nuova sede, 28.4.1990

Gian Luigi Rondi cittadino tiranese, 8.6.1991

I pompieri di Tirano, numero unico nel 50° di attività dei Vigili del Fuoco, 15.9.1991

Il monumento agli emigranti. 1993/1994 anno di studi sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca, ottobre 1993

A cento anni dall'arrivo della luce elettrica a Tirano, 17.11.1995

Tirano: la biblioteca verso il 2.000, dicembre 1995

Dossier emigrazione, suppl. al n.6 -1996 de "Il giornale di Tirano" per il convegno "Valli alpine ed emigrazione", settembre 1996

Due secoli di buon vicinato, numero unico sul 200° di buon vicinato SO/GR, 10.10.1997

Tirano: la “Stele della memoria”. Ricorderà quanti collaborarono in città, nel Tiranese e in provincia, al salvataggio degli Ebrei perseguitati dalle leggi razziali. Tirano-Villa di Tirano-Aprica 31 maggio/3 giugno 2013

 

Videocassette

Un grande ritorno. Tirano 11 settembre 1994. Immagini e montaggio di Tiziano Maffescioni. (Videocassetta 35')

Il Santuario della Madonna di Tirano di Ezio Barberi, 1998 (Videocassetta VHS-PAL, 22')

 

Elenco Mostre

Mostra dei manufatti di legno intrecciato (Tirano, Sala Museo; Morbegno, Chiostro di S. Antonio in occasione della Fiera della Montagna Lombarda 1991. Catalogo a Cura di B. Ciapponi Landi e G. Ganza, dis. L. Bonetti); 1991.

Esposizione della collezione degli “Orecchini australiani” di Giovanni Della Bosca nel settembre del 1992;

Mostra sull'emigrazione valtellinese e valchiavennasca nel mondo (Tirano, Biblioteca Arcari; Morbegno, Fiera della Montagna Lombarda 1994. Catalogo a cura del Museo ); 1994.

Mostra I Righini di Bedigliora. La storia di una famiglia di pittori dal Ticino a Tirano e Valposchiavo, Tirano 1998;

Mostra fotografica di Tiziano Gandolfi 1999;

Mostra del maestro Kengiro Azuma (sezione rappresentativa della mostra allestita al Palazzo Besta di Teglio per iniziativa del Lions Club Tellino. 1999;

Mostra Tessuti e ricami sacri. I paramenti della basilica della Beata Vergine di Tirano. Un grande impegno organizzativo e di coordinamento scientifico ha richiesto la mostra “Tessuti e ricami sacri. I paramenti della basilica della B.V. di Tirano” curata per incarico del Comune di Tirano con il patrocinio e la collaborazione della Soprintendenza per il patrimonio artistico ed etnoantropologico di Milano, tuttora in corso e la pubblicazione del relativo catalogo. L’iniziativa si è svolta come prosecuzione delle celebrazioni del 500° anniversario dell’apparizione, nella consapevolezza di aprire un capitolo nuovo negli studi e nella valorizzazione del patrimonio storico artistico provinciale. 2006;

Mostra Il forte dimenticato. Riscopriamo il Forte Sertoli per meglio conoscere la nostra storia; la durata, inizialmente prevista dal 12 luglio al 6 ottobre, è stata protratta fino al 5 novembre sia per l’interesse che il pubblico le ha rivolto sia per poterne permettere la visita in occasione della ricorrenza dell’Apparizione (29 settembre) e della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate ( 4 novembre) 2007;

Mostra La stampa e la Grande Guerra in Valtellina, 17 maggio/24 luglio 2008;

Mostra MANZU’ 1908-2008 Teglio, Sondrio. Tirano (sezione rappresentativa della mostra allestita al Palazzo Besta di Teglio per iniziativa del Lions Club Tellino), 26 luglio/21 settembre 2008;

Mostra delle opere di Giovanni CANU (sezione della mostra allestita al Palazzo Besta di Teglio per iniziativa del Lions Club Tellino) 2009;

Mostra del pittore Gianfranco Pirondini, allestita nell’ambito delle celebrazioni del Centenario della Ferrovia del Bernina, 8 maggio/31 agosto 2010.

Mostra sul Risorgimento allestita nell’ambito delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, giugno 2011/ giugno 2012.

Mostra sullo scultore Giovanni Canu con i disegni preparatori della Stele della memoria, estate 2013

Concorsi

1° Concorso Internazionale di Grafica Città di Tirano, in collaborazione con l’Associazione Amici del Santuario della Beata Vergine di Tirano e del Comune di Tirano nell’ambito del Cinquecentenario dell’Apparizione 2005

Cartoline filateliche

ATRIO
Si osservano nella vetrina di destra la serie di pesi e bilance. La stadera più grande misura già con il sistema decimale mentre le altre sono ancora "a lira". Si noti quella con il manico di legno e si osservino i marchi di controllo incisi sui contrappesi posti a sinistra nella vetrina (Sec. XVIII). Interessante la bilancina corredata dai fac-simile dell'esatto peso delle monete di metallo prezioso.

Sul pannello e nella sottostante vetrina sono esposti strumenti per l'esercizio della caccia e documenti sulla polveriera esistente un tempo a Madonna.

Di fronte è esposta una serie di lumi solo in parte rappresentativa della varietà di tali oggetti. Qualche esemplare è di un certo interesse come la lanterna di latta traforata. Curiosa anche la lanterna da ronda che si usava montata sulla canna del fucile.

STANZA AGRICOLTURA E PASTORIZIA

 AGRICOLTURA

E' il più ampio locale della casa nel quale gli oggetti sono stati posti in modo da creare un percorso ad anello che consente la massima possibilità espositiva. Quando è stato possibile si è scelto di esporre oggetti che presentano interventi di riparazione domestica o intelligenti impieghi di materiali offerti dalla natura, adattati alle necessità dell'uomo, o ancora, oggetti che testimoniano il ferreo principio del recupero, tipico della cultura contadina locale. Appartengono a questi, sul pannello della fienagione: la falciola, il rastrellino, un tridente, un porta cote e un rastrello (ma questo genere di interventi è una costante che ritroveremo ancora nel museo, soprattutto nella stanza n.1O).

Sul pannello successivo sono esposti attrezzi legati alla pastorizia in montagna (froschéra per il trasporto del fieno, collari di vario genere con o senza campanacci, sgabello per la mungitura). Sotto il pannello sono allineati alcuni secchi di vario tipo con un colino per il latte ed il relativo supporto di legno.

Di fronte, la ricostruzione di un focolare tenta di ambientare alcuni fondamentali attrezzi per la caseificazione. Si tratta della caldaia (culdéra) in cui il latte viene portato alla giusta temperatura per la produzione del formaggio. E' sostenuta da un attrezzo (scigògna) fondamentale per togliere dal fuoco rapidamente e con poca fatica il prodotto in fase di lavorazione evitando che giunga a bollore. L'alberello scorticato appeso all'assito serve per frantumare il latte rappreso dopo la cagliatura. Si notino ancora: il misuratore del latte per immersione (a lato della scigògna); una sorta di mestolo forato di rame per la raccolta dei fioccoli di ricotta; un asse (spresùr) per la spremitura del formaggio fresco, con la relativa fascia (faséra) di legno e un marchio di ferro con iniziali per contraddistinguere le forme.

Nel vano della finestra è posta una zangola a rotazione di considerevoli dimensioni. Alla parete, campane e campanacci per bovini con relativi collari, vari strumenti per la produzione del burro (zangole, conche - di rame e di legno - formelle intagliate ecc.). Proseguendo si notino, sulla destra, i tre aratri. L'ultimo, a traino umano, era usato per l'aratura fra i filari delle viti sui terrazzamenti che caratterizzano il paesaggio agrario della nostra zona, inaccessibili agli animali solitamente impiegati per questa operazione. A sinistra sono esposte zappe, un basto e un collare per equini, catene da stalla per bovini. Interessante il pianale da carro con le sponde di salice intrecciato (cork), proveniente da Grosotto, impiegato per il trasporto del letame. Sulla parete sono esposti gioghi per bovini, di vario tipo.  Nel vano di una finestra è posto un "bugno villico", rudimentale arnia ricavata dalla escavazione di un tronco di salice, il cui impiego fu assai avversato dai primi apicoltori valtellinesi, sia perché la smielatura comportava la soppressione dello sciame, sia perchè considerato sede privilegiata per lo sviluppo di malattie delle api. L'esemplare proviene da Stazzona ed era ancora un uso pochi anni or sono. (Si noti la riparazione con un pezzetto di lamiera fissata con chiodini).

Fra le due finestre sono esposti due ceppi di castagno usati per la decorticazione delle castagne una volta essiccate e affumicate sul graticciato (gràa). Uno è piano ed il suo uso comporta l'impiego della sachéta, un sacco lungo e stretto, l'altro è scavato e richiede l'uso di appositi martelli chiodati come quello esposto.

Nel vano della successiva finestra è collocato un truogolo anch' esso ricavato da un tronco scavato. Sulla parete, sopra il ceppo delle castagne è esposta una grande sega impiegata per il taglio dei tronchi.

All'assito della parete sul lato delle porte sono fissati oggetti legati alla lavorazione del legno. Si tratta di una scure (sigürel-manarin), di due ascie a zappa per l' escavazione del legno, di una coppia di staffe per salire sugli alberi, di una punta in ferro di uno zappino da boscaiolo per la flottazione dei tronchi. Vi sono ancora: un grande succhiello, coltelli a lama curva per incavare il legno ed uno straordinario attrezzo per la foratura a fuoco delle tavolette necessarie per la costruzione delle gerle. Di fronte, al centro del locale, si noti il mortaio di pietra impiegato per la pilatura casalinga di cereali minori (orzo, panico, miglio) seguito da un ventilabro meccanico pressochè interamente di legno (mulinel) mentre sull' assito retrostante sono posti il ventilabro manuale di legno intrecciato (val) ed un grande vaglio (racc) con orditura di nocciolo impiegato per la prima sommaria pulitura del grano dopo la battitura. In piedi, a fianco, è posto un esemplare di correggiato (fièl) per la battitura del grano.

Lo spazio fra le due porte è occupato da una cassapanca intagliata con motivi tipici del repertorio alpino, diffusi da noi, soprattutto nell' alta valle. (Questo esemplare proviene dalla Valfurva dove esiste un interessantissimo museo vallivo realizzato da Mario Testorelli). Alla parete si possono osservare due grattugie impiegate anche per sgranare il granturco ed un tagliapaglia manuale di fattura casalinga ottenuto con l'assemblaggio di una vecchia falce da fieno adattata ad un pezzo di legno ricavato da due rami ortogonali fra loro.

CAMERA

 CAMERA

La porta fra le due vetrine immette nella stüa, locale con pareti e soffitto foderati in legno, coevo alla costruzione della casa. Vi si possono vedere un tavolo da parete trasformato successivamente con l'aggiunta delle gambe mancanti. Su di esso sono posti una tazza ricordo del santuario con l'immagine dell'Apparizione e un reggilume (stampèla dela lüm). Sulla parete una tavoletta dipinta raffigurante S. Antonio da Padova in atto di ricevere il Bambino (arte popolare - Sec. XVIII) e a terra, nel vano della finestra, è posto un piccolo scrigno nel quale si conservavano i documenti.

Dal soffitto pende una lucerna a petrolio. I pochi motivi ornamentali della cassapanca, pur nella loro sobrietà, richiamano stilisticamente le fogge di quelle del Tirolo e dell'Engadina.

Si osservi, alla parete, la cornice realizzata con embrici di pigna che racchiude sotto vetro un piccolo ritratto fotografico virile contornato da fiori secchi, testimoniandoci quanto fosse sentito il culto familiare dei defunti.

Il letto di legno con pagliericcio di brattee di pannocchia di granturco reca incisa nella testiera lettere alfabetiche (probabilmente le iniziali del proprietario), l'anno di costruzione (1847) ed un motivo ornamentale iconograficamente riconducibile ad antichi simboli solari. L'incavo al centro richiama le coppelle preistoriche. Sopra e a lato del letto, sono visibili un crocifisso di cartapesta dipinta ed un'acquasantiera di ceramica: non manca il tradizionale ramoscello di ulivo benedetto.

A terra è posta una zana (cüna) con reggivelo in legno intagliato dal quale pende un pezzo di corno di cervo usato come ninnolo e come amuleto. Conclude l' esposizione della stanza un costume femminile grosino montato su manichino.

In una vetrinetta pensile sono visibili alcuni manufatti di arte popolare in legno intagliato. 

CUCINA

 CUCINA

L'ultima stanza del percorso è dedicata alla cucina, settore che coinvolge la storia dell' alimentazione e del costume, la cui incontenibile documentazione è qui rappresentata attraverso alcuni oggetti significativi.

La visita della stanza consente di osservare, alla sinistra di chi entra, i materiali esposti sullo scaffale ai piedi del quale sono visibili una damigianetta rivestita di salice intrecciato, una grande pentola di bronzo a tre piedi ed una di pietra ollare (lavécc). Nei ripiani sono esposti ferri da stiro, mestoli forati per pizzoccheri, attrezzi ricavati dal recupero di pezzi di falci rotte (si notino in particolare le grattugie), mestoli, cucchiai e palette da farina in legno. Il penultimo ripiano è caratterizzato dalla presenza di oggetti tutti riparati: la pentola di rame aggiustata con rappezzi e borchiature, il piccolo laveggio a cui è stato sostituito il fondo, la pentola di coccio con vistose "cuciture" di filo di ferro e un rappezzo di latta, il piccolo tripode di bronzo col fondo rappezzato e persino il boccale di ceramica dipinto a sua volta riparato con cucitura di fil di ferro. L'ultimo ripiano dello scaffale è occupato da vasellame di terracotta e piatti (ciapéi) di legno.

A sinistra sulla parete è appesa la cügiaréra di legno intrecciato, una sorta di scolaposate ante litteram.

Su un apposito supporto di ferro è esposto lo sportello di un forno casalingo del tipo che ebbe una certa diffusione verso la fine dell'Ottocento. Si tratta di un evidente prodotto industriale che rappresentò l'ultima innovazione di un uso tradizionale oggi pressoché scomparso.

Ai due lati della finestra sono posti un'olla di terracotta vetrificata ed una pattumiera di legno.

La tipica credenza (si tratta di un esemplare relativamente recente che ricalca nella concezione la vecchia "peltrera" della quale ha conservato integralmente la parte bassa) presenta esposti vasellame di terracotta ed una serie di vecchi boccali. Nella parte bassa sono appese le tradizionali secchie di rame per l'acqua potabile. Pure appesa un' antica borraccia di ferro per la conservazione dell'olio (reca incise a rilievo le lettere alfabetiche A e M divise fra loro da una croce). Appoggiato sul ripiano uno stufino di pietra ollare.

Nel vano della finestra, in una piccola vetrina, è posto un reperto di età romana proveniente da Ponte in Valtellina. Si tratta di una trulla, una specie di mestolo in bronzo databile al I sec. d.C.

Sulla parete, dopo la finestra, è posto un congegno a contrappeso usato per dare movimento al girarrosto. Questo esemplare proviene dalla casa Sertoli di Sondrio, ma uno analogo è citato in un inventario testamentario del sec. XVIII della famiglia dei nobili Omodei che elenca gli arredi del loro palazzo di Sernio.

Padelle di ferro, tostini per caffé e cereali, pentole, paioli, attrezzi per il camino (il soffietto è ricavato da una vecchia canna da fucile), un piccolo tripode di bronzo, uno scaldaletto e altri oggetti corredano la ricostruzione del camino di cui sono autentiche la panca e la struttura portante (mensoloni e trave) che reggono la cappa. Gli oggetti esposti sulla mensola del camino sono a tutti noti e riconoscibili.

La stüa e la cucina costituiscono gli unici due casi in cui nell'allestimento del museo non ci si è potuti sottrarre alla "ricostruzione d'ambiente".

SCULTURA POPOLARE

    

Queste tre statuette di legno intagliato e dipinto con i classici colori delle Madonne (anche se il terzo potrebbe essere un s. Giovanni), sono di chiara fattura casalinga. La loro qualità artistica lascia infatti molto a desiderare rispetto ai canoni, ma la testimonianza che rendono evocando antichi culti pagani cristianizzati è straordinaria. L'ispirazione è chiaramente derivata dalle statue di cui sono ricche le nostre numerose chiese, ma l'idea di riprodurne una in miniatura da tenere entro le mura di casa, richiama alla mente il culto familiare romano dei Lari e dei Penati. Sembra di vederlo qualche padre di famiglia dei tempi andati cimentarsi con la roncola e qualche attrezzo di casa nella realizzazione di questi manufatti destinati a marcare il misterioso percorso della fede.

Altra cosa, per la migliore qualità della realizzazione e del buon risultato espressivo, che riconduce ad un abile artigiano, è questa piccola scultura, che riproduce la figura di un pastore di un presepe. Non si tratta di un santo, ma di un uomo, una sorta di figurante nella scena, questa sì sacra, della Natività. Benché una diffusione capillare del presepe familiare sia uso certamente tardo in provincia, l'argomento meriterebbe un ricerca perché qualche privato detiene presepi intagliati provenienti dal Bormiese (uno lo possedeva l'etnologo Roberto Leydi) ed anche il museo conserva un paio di malandati personaggi. 

bcl

 IL TORCHIO

TORCHIO

Il seminterrato ospita un monumentale torchio vinario proveniente da Ponte. Si tratta del tipo impiegato in Valtellina subito dopo il torchio a leva e prima della diffusione di quello con vite e congegni di ferro. Interessante il sistema ad ingranaggi per l'avvolgimento della fune che consente di ottenere il massimo sforzo di spremitura mediante la trazione della stanga che azione la grande vite di legno. Corredano l'ambiente alcuni attrezzi legati alla vinificazione e alla coltivazione della vite. L'elegante tappatrice, strutturalmente simile al torchio, proviene da casa Pievani (dono dott. Louis Angelino). Il torchietto a lato del torchio proviente dalla casa dei nobili Merizzi (dono della signora Gina Bulfer Turri). Si tratta del tipo in uso per la produzione del vino sfùrzat, un passito caratteristico della zona, assai apprezzato anche nel passato.

 

LA STANZA DEL FRANTOIO

Non comune il frantoio per la produzione di olio di noci proveniente da Motta di Villa di Tirano (dono di Cristoforo Scarsi). Da notare le riparazioni del fondo con un tassello di pietra sigillato con zolfo fuso e della mola, spezzata in due parti tenute insieme con graffe di ferro. Di fronte al frantoio, poggiato alla parete, un tipico piano di cernita dell'uva (dono ing. Guiscardo Guicciardi, Sondrio). Le grosse pietre squadrate alla base del muro sul lato dell'uscita appartengono assai probabilmente alle antiche arginature del Poschiavino il cui corso prima Settecento interessava l'area in cui sorge l'edificio. Si noti il curioso manufatto in pietra lavorata. E' uno dei quattro basamenti necessari per isolare, circondandoli con liquidi, i piedi dello scaffale dove si conservava il miele e altri alimenti per impedire agli insetti di raggiungerli. Degno di nota il grande contenitore di pietra a forma di vaso ansato, un tempo impiegato per la conservazione di alimenti nello strutto. In una vetrina sono esposti diversi boccali da vino in ceramica e alcuni contenitori tipici e bicchieri di vetro. In una apposita teca è conservata la galeda rinvenuta in un ripostiglio murato dell'antica hostaria granda del santuario. Nel locale hanno anche trovato posto una gramula dell'uva, un laveggio con coperchio di medie dimensioni, alcuni attrezzi per la coltivazione della vite e alcuni contenitori per vino.

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  • RACCOLTE

     

    Riportiamo qui un campionario delle collezioni del museo. Gli oggetti, divisi in categorie e sotto-categorie, figurano fotografati, con più o meno brevi didascalie. Una categoria - Il museo che non è qui- è dedicata ai beni culturali diffusi nel territorio o conservati nei depositi del museo ed una - Persone e personaggi- è riservata, rispettivamente, agli operatori legati alla storia del museo e della ricerca da esso promossa e alle personalità di rilievo della storia locale.

     

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